il Sion, squadra svizzera extracomunitaria, ha fatto ricorso alla Commissione Europea contro l'UEFA per la violazione di una lunga serie di normative comunitarie quando la stessa UEFA ha escluso il Sion dall'Europa League in quanto avrebbe violato, assumendo 6 giocatori nuovi e facendoli giocare in EL, un precedente Ban al calciomercato impostogli dall'UEFA, proprio come potrebbe avvenire come sanzione per la violazione delle norme sul Fair Play Finanziario.
Gli svizzeri, dopo aver ottenuto due sentenze favorevoli dai propri tribunali nazionali per essere riammessa all'EL, si sono sentiti rispondere dall'UEFA che solo il Tribunale Arbitrale Sportivo (il famoso TAS o CAS che dir si voglia, a seconda della lingua) internazionale avrebbe potuto dire l'ultima parola su vicende sportive.
Così hanno perso la pazienza e hanno denunciato l'UEFA alla CE per:
"ingiustificata restrizione della concorrenza, abuso di posizione dominante, violazione del diritto d'accesso a un giudice imparziale e indipendente garantito dall'articolo 47 della carta fondamentale dei diritti dell'Unione Europea e violazione del diritto alla libera circolazione dei lavoratori...garantito dagli accordi bilaterali tra UE e Svizzera".
Se la Commissione Europea dovesse dare ragione al Sion, gran parte delle sanzioni per il FPF (blocco del calciomercato) sarebbero spazzate via in un solo colpo prima ancora di diventare effettive e le altre, come l'esclusione dalle Coppe, sarebbero altrettanto in pericolo.
Adios FPF, c'eravamo tanto amati (si fa per dire)
partiamo dalla considerazione che secondo me il FPF è una norma anticoncorrenziale ex art. 81 del Trattato UE:
"Sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune ed in particolare quelli consistenti nel:
[...]
b) limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti;[....]"
Ma entrando nello specifico delle sanzioni, è sacrosanto che l'UEFA preveda l'invalidità di un contratto di un calciatore non concluso secondo le regole, ma è altrettanto sacrosanto che quel contratto non possa influire su quello di altri giocatori o che addirittura situazioni esterne, come sanzioni FPF, influiscano sui contratti d'ingaggio.
Se le società di capitali non potessero operare in perdita, non esisterebbe il credito commerciale e il 99% delle società di qualsiasi mercato sarebbe a gambe all'aria dopo 1 mese d'attività.
Lo stesso discorso vale per gli stati sovrani, di cui l'Italia è un bel esempio, che campano agendo a debito.
Il FPF avrebbe dovuto avere un tetto di spesa massimo uguale per tutti, per aumentare la concorrenza, invece si permette a chi guadagna 500 milioni di spenderli tutti e chi guadagna 100 non può avere un imprenditore che copra i restanti 400 per fare concorrenza alla prima società ad armi pari.
Se non è un comportamento anticoncorrenziale questo, non so quale altro lo sia.In definitiva il Fair Play Finanziario dovrebbe essere fatto più in stile americano e meno in stile Platini.
Per il Sion: è ovvio che se poi la ragione viene data all'UEFA dalle autorità comunitarie competenti, tutto il discorso decade.
P.S. Perché cavolo dovrebbero essere preferite le società polisportive ad azionariato diffuso, come il Barcellona, escludendo dal conteggio FPF le quote dei piccoli soci a scapito delle società di capitale? Perché così piace a Platini? Commercialmente e finanziariamente non ce n'è ragione.
nn sn parole mie ma prese da un avvocato

, prese da altri forum..ma il ragionamento è logico e sensanto....